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Nuove tecnologie a servizio dei disabili
25-05-06 07:58
La rivoluzione tecnologica in continua evoluzione e in particolare lo sviluppo "rapido e tumultuoso" delle cosidette applicazioni "wireless": dai telefonini che portiamo sempre in tasca, ai terminali sempre più sofisticati con i quali possiamo accedere an
nche a internet e alla tv, possono concorrere a un miglioramento della qualità della vita anche delle persone con difficoltà come i disabili e anziani. Una riflessione che Fondazione Politecnico di Milano e Fondazione ASPHI onlus - Centro tecnologico nazionale per il superamento dell'handicap attraverso le tecnologie ICT - hanno affrontato in un convegno dal titolo: "Nuove tecnologie wireless e disabili". A discuterne esponenti di punta del settore della telefonia mobile: dall'amministratore delegato di Vodafone Italia, Pietro Guindani a quello di 3 Italia, Vincenzo Novari, dal responsabile tecnologico (CTO) di Telecom Italia, Stefano Pileri a Francesco De Leo direttore delle strategie e sviluppo del Business di Wind.

"Imprese e associazioni - ha suggerito Pietro Guindani - devono fare squadra per l'interesse comune". Questo si rende sempre più necessario anche perchè - ha ricordato -la popolazione oltre i 60 anni è oggi il 25% del totale e nel 2020 sarà il 30,2%. I disabili sono il 5% della popolazione, mentre su questa fascia salgono al 20%. "I nostri obiettivi - ha aggiunto l'A.D. di Vodafone Italia - sono quelli di offrire prodotti e servizi accessibili ai disabili, rendere più facile il rapporto con i servizi sanitari e migliorare l'interazione tra cittadino e strutture pubbliche".
Tre esempi di cosa ha fatto Vodafone: un Blackberry con sistema di Instant messaging che agevola la comunicazione scritta, destinato alle persone con problemi uditivi; un terminale che trasforma i messaggi testuali in vocali per chi ha difficoltà visive e uno speciale auricolare antidisturbo utilizzabile da chi ha ausili all'udito. "I prodotti speciali - ha concluso Guindani - sono interessanti per l'impresa: secondo un recente studio questi investimenti sono ripagati in un arco di due o tre anni".

Per Stefano Pileri, Chief Technical Officer di Telecom Italia "Le aziende di telecomunicazioni possono svolgere un ruolo fondamentale nell'health care e nel facilitare l'accesso ai servizi di comunicazione per le persone disabili e non autosufficienti. In questo ambito - ha sottolieato - sia'Come Gruppo Telecom, grazie a tecnologie innovative -ha ricordato Pileri - abbiamo reso disponibili servizi di lettura vocale di SMS ed e-mail, abbiamo sviluppato servizi di videocomunicazione su rete a banda larga fissa e mobile che consentiranno progressivamente alle persone non abili nella parola e nell'udito di poter comunicare a distanza in modo più agevole ed infine, abbinando prestazioni di comunicazione a dispositivi medicali e di monitoraggio, permetteremo di connettersi da casa fornendo in modo continuo dati sul proprio stato di salute e ricevere assistenza specialistica da remoto. A questo proposito abbiamo lanciato un terminale chiamato Big Angel che permette a chi vive da solo o che ha problemi di salute di chiamare in modo semplice un centro di Teleassistenza dedicato. Ma occorre fare di più ed insieme alle strutture sanitarie - ha aggiunto Pileri - investire in ricerca, come ad esempio sulle reti di sensori che permettano di arricchire il prelievo parametri importanti per il monitoraggio dei pazienti, sia in fase di prevenzione che di post-degenza".

Vincenzo Novari, amministratore delegato di 3 Italia ha lanciato la proposta di istituire una sorta di "Autorità" indipendente che aiuti le aziende a scegliere i progetti che hanno un effettivo valore sociale. "Qualcunio che ci indichi dove investire e sviluppare applicazioni. Per quanto ci riguarda - ha assicurato - possiamo garantire know how, tecnologie e risorse necessarie". Novari ha anche ipotizzato la creazione di una vera e propia certificazione che attesti l'attitudine alla disabilità di un prodotto o di una applicazione.

"Negli ultimi anni, Wind ha offerto alle persone disabili l'opportunità di una maggiore integrazione, confermandosi 'pioniere' dell'accessibilità tra i siti e i portali generalisti grazie ad importanti iniziative, come Wind Way, Libero E@sy ed il progetto LIBERO HANDIAMO!, per eliminare possibili barriere architettoniche virtuali alle persone disabili, agevolandole nella ricerca delle notizie e delle informazioni più interessanti ed aggiornate", ha affermato Francesco De Leo. "Va ricordata - ha aggiunto -l'onorificenza di Cavaliere dell'Ordine 'Al Merito della Repubblica Italiana' conferita a Paolo Berro, il giovane disabile che in Wind ha sviluppato progetti che facilitano la navigazione su Internet da parte dei disabili.
L'abbassamento dei costi del Wireless, come prezzi d'accesso - ha proseguito De Leo - ci ha permesso di affrontare determinati problemi e di considerare i disabili non come un costo, ma come una risorsa". "Oggi - ha spiegato Carlo Orlandini, Presidente di Fondazione ASPHI - la tecnologia informatica e della comunicazione permea l'intera nostra società: esserne esclusi porta alla emarginazione. Costituisce anche un importante strumento per la integrazione personale, lavorativa e sociale delle persone disabili, riconosciuto e consolidato anche da normative ufficiali che ne regolamentano l'accessibilità per tutti, in particolare per chi (come i disabili e gli anziani) ha esigenze speciali.
Nuove tecnologie costituiscono certamente "nuove opportunità", ma possono creare anche "nuovi problemi", se, in parallelo, non si sviluppano quelle "tecnologie assistive" che si rendessero necessarie. Non si tratta certamente di auspicare sbarramenti al procedere della ricerca e dello sviluppo: al contrario di operare insieme ad esso per verificare la massima apertura ai suoi utilizzi. E farlo in tempo: farlo in un secondo momento è assai più difficile, assai più costoso, crea gap temporali di grosso impatto, rischia di creare e consolidare situazioni di incompatibilità e di emarginazione".

"L'iniziativa congiunta con la Fondazione ASPHI si inserisce in un insieme di attività avviate dalla Fondazione Politecnico di Milano sin dalla sua costituzione nel 2003. Iniziative volte alla definizione di nuove soluzioni tecnologiche di aiuto alle persone diversamente abili: ritrovati tecnici, alcuni brevettati, e ambienti più accoglienti per consentire una migliore qualità della vita a chi ha esigenze speciali e per garantirne la partecipazione al mondo del lavoro. Oggi le comunicazioni wireless, che aprono un mondo senza fili più accessibile a tutti, costituiscono un punto di riferimento importante per il confronto tra il mondo accademico e quello imprenditoriale per realizzare, in tempi rapidi, soluzioni applicabili", ha commentato Graziano Dragoni, Direttore Generale di Fondazione Politecnico di Mimo già impegnati attraverso la partecipata Telbios ed insieme all'Ospedale San Raffaele".

Da news kataweb.